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lunedì 11 aprile 2011

Processo Mediaset, Berlusconi in aula: «Accuse risibili, infondate e demenziali»

Il premier: «In un paese civile le intercettazioni non si usano»
A Milano tornano i fan del Cavaliere. Pd e Idv: premier eversivo


ROMA - Attacca di nuovo i magistrati parlando di accuse «risibili, infondate e demenziali» nei processi Mediaset e Ruby e dice che c'è «una magistratura che lavora contro il paese». Mentre altoparlanti davanti al Palazzo di giustizia di Milano diffondono il suo inno intonato da sostenitori giunti per l'occasione, il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, partecipa all'udienza del processo Mediaset, nel quale è imputato. A fronteggiare la claque del premier a Milano c'è anche un gruppo di contestatori. Intanto i giudici, essendosi presentato in aula, revocano la sua contumacia.







Palazzo di Giustizia "blindato", questa mattina, per l'arrivo di Berlusconi. Come annunciato nei giorni scorsi dai suoi difensori, il presidente del Consiglio è presente all'udienza del processo Mediaset, dove, con altri imputati, risponde di frode fiscale per la vicenda della compravendita dei diritti televisivi.
Fan di Berlusconi al palazzo di giustizia di Milano
«Nemmeno per sogno, ma che condanna», dice il premier prima di entrare in aula, e a una domanda sul processo Ruby, che lo vede sotto accusa per concussione e prosituzione minorile, risponde che «non esiste alcuna concussione».

«In un paese civile le intercettazioni non possono essere portate a processo perché manipolabili», ha quindi sostenuto il presidente del Consiglio. «Le intercettazioni non fanno fede in un paese serio, non fanno fede né per l'accusa né per la difesa perchè sono manipolabili», ha aggiunto.

«Siccome c'è da fare poco al governo sono qui a trovare un'occupazione», ha detto ancora il Cavaliere. Il opremier ha ribadito che su di lui «è stato gettato fango incredibile». «Un fango incredibile che viene su di me che in fondo sono un signore ricco, ma che viene su tutto il paese».

I giudici della prima sezione penale del tribunale di Milano hanno revocato la contumacia a Berlusconi in quanto il premier si è presentato in aula al processo, nel quale è imputato insieme, tra gli altri, a Fedele Confalonieri e al produttore americano Frank Agrama.

I legali di Berlusconi, Niccolò Ghedini, Piero Longo e gli altri due avvocati Giorgio Perroni e Filippo Dinacci, sono entrati nell'aula della prima Corte d'Assise d'Appello intorno alle 9.30, poco prima dell'arrivo del premier. Tutti gli avvocati, compresi gli "storici" difensori del premier, Ghedini e Longo, prima di accedere all'aula, sono stati "identificati" dalle forze dell'ordine. I controlli per l'accesso all'aula, infatti, sono capillari.

Davanti all'entrata di via Freguglia, a Palazzo di Giustizia di Milano, alcuni fan del Cavaliere hanno gonfiato dei grossi palloni di colore azzurro con la scritta "Silvio resisti!".

Anche un gruppo di contestatori di Berlusconi, capitanati dal blogger Piero Ricca, famoso per aver detto al premier «buffone» si è riunito davanti all'ingresso principale del Palazzo di Giustizia di Milano. I manifestanti hanno esposto uno striscione con la scritta «Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legga, basta leggi ad personam». Il gruppo, costituito da alcune decine di persone, è ben distante dai sostenitori del premier.

Il Pd attacca: comizio Berlusconi ai limiti dell'eversione: guerra contro magistratura, intollerabile e pericolosa per lo Stato.

«Siamo arrivati alla prova provata di uno stato di eversione in atto. Berlusconi è la massima carica del governo e rifiuta le regole dello stato di diritto e il controllo della legalità. A questo punto, si pone un problema di tenuta democratica del Paese e chiediamo al presidente della Repubblica di assumere le conseguenti decisioni prima che sia troppo tardi», afferma il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.

Intorno al Palazzo di Giustizia intanto c'è un massiccio schieramento di forze dell'ordine. Secondo un "copione" già collaudato 15 giorni fa, quando il premier partecipò all'udienza preliminare per il caso Mediatrade, già dalle 7 di questa mattina la cittadella giudiziaria, come tutta la zona del centro città che circonda le mura del Tribunale è letteralmente assediata da uomini delle forze dell'ordine.

Controlli ancor più rigidi all'interno del Palazzo perché il processo sui diritti tv, che dura da anni, è aperto al pubblico. Libero accesso in aula, quindi, ma non per le tv alle quali, con una specifica ordinanza, la Procura Generale ha revocato i permessi per motivi di sicurezza.


(Fonte: "Il Mattino")

giovedì 21 ottobre 2010

Terzigno, una «guerra»: 20 poliziotti contusi Bruciati a Boscoreale cinque autocompattatori

NAPOLI (21 ottobre) - Lanci di sassi questo pomeriggio contro la polizia che stava scortando i mezzi che hanno appena sversato i rifiuti nella discarica di Terzigno. Gli agenti hanno reagito con alcune cariche. Durante il passaggio dei camion è esploso anche un grosso petardo. Le pietre hanno raggiunto i camion. Sul posto il 118 ha inviato diverse ambulanze per medicare in prima emergenza i feriti. E al momento è smentita la voce che un manifestante sarebbe rimasto gravemente ferito perché investito da un mezzo non ancora identificato.


I mezzi sono alla fine riusciti a passare. Contro carabinieri e polizia che stanno scortando i mezzi vuoti sono state lanciate anche bottiglie di vetro e aste di ferro. Le forze dell'ordine hanno reagito lanciando lacrimogeni. Gli scontri sono durati per diversi minuti fino a quando i blindati dei carabinieri che scortavano i camion sono andati via. I blindati dei carabinieri e poliziotti che si sono allontanati dalla rotonda di via Panoramica sono stati bersagliati da lanci di pietre ed oggetti lanciati da alcuni manifestanti.

20 agenti contusi e 16 mezzi danneggiati. Venti agenti contusi e 16 mezzi, complessivamente, danneggiati: è questo il bilancio degli scontri secondo la questura di Napoli. In particolare sono rimasti contusi 8 agenti del reparto mobile di Bari e 12 del reparto analogo di Napoli. Danneggiati inoltre otto mezzi della polizia. Nel bilancio giornaliero anche i cinque autocompattatori bruciati, e i tre danneggiati.
Distrutti a Boscoreale 5 autocompattatori. Cinque autocompattatori che avevano sversato rifiuti nella discarica Sari di Terzigno sono stati bruciati nella zona di via Passanti a Boscoreale. I mezzi, scortati dalla forze dell'ordine sono stati colpi da lanci di pietre e altri oggetti. Gli autisti sono scesi e sono scappati via. I mezzi sono stati accerchiati da centinaia di manifestanti che vengono ora caricati dalla Polizia.

Incendiata un'auto. Una Fiat Punto, senza persone a bordo, appartenente alle forze dell'ordine, è stata data alle fiamme da alcuni manifestanti. L'auto, che non reca i contrassegni delle forze dell'ordine, era stata in precedenza vandalizzata da un lancio di pietre.

Boscoreale, distrutte le vetrine. Momenti di forte tensione e paura a Boscoreale, dove un gruppo di persone armate di bastoni ha distrutto le vetrine di diversi negozi del centro storico. La notizia del raid, che si inserisce nel clima difficile scaturito dall'annuncio della seconda discarica in località cava Vitiello a Terzigno, ha gettato nel panico molti genitori che sono andati a scuola a prendere i loro figli prima della fine dell'orario scolastico

Bruciato il tricolore. Alcuni manifestanti hanno anche bruciato una bandiera italiana in piazza Pace contro la decisione di aprire una seconda discarica in Cava Vitiello a Terzigno. Al pennone del Comune, invece, il tricolore è stato abbassato a mezz'asta ed è stato esposto un drappo viola tra gli applausi della folla presente.

Il sindaco: ci opporremo. «Non accetteremo mai l'apertura della seconda discarica. Ci opporremo in tutti i modi democratici perchè questo non avvenga». Lo ha detto, rivolgendosi alla folla presente in piazza Pace a Boscoreale, il sindaco Gennaro Langella. «Berlusconi aveva promesso che sarebbe venuto da noi. Non ha mantenuto le promesse», ha aggiunto Langella. Il sindaco ieri, dopo la notizia della conferma della discarica a cava Vitiello, ha annunciato di voler lasciare il Pdl.

La tensione è altissima dopo una notte di scontri, paura e lacrime a Terzigno. Uno spiegamento massiccio di forze dell'ordine, probabilmente con pochi precedenti, con una azione condotta in tempi rapidi ha sgomberato tutta l'area della rotonda di via Panoramica, la strada di accesso alla discarica Sari.

Manganelli esprime rammarico. E sugli scontri della notte è intervenuto il capo della polizia Manganelli: «C'è rammarico per il fatto che temi che altri soggetti sono chiamati a risolvere trovino in un ruolo di supplenza le forze di polizia». «Noi - ha aggiunto - non siamo certo nemici di chi manifesta, facciamo il nostro lavoro».

Il blitz. La zona era stata presidiata da diverse ore da alcune migliaia di manifestanti, tra cui donne e bambini, portati via al primo accenno di tensioni. Il blitz è stato condotto con una quarantina di mezzi blindati ed oltre 200 uomini tra agenti di polizia, carabinieri e guardia di finanza che a piedi, in assetto antisommossa, impugnando manganelli e scudi, hanno stretto d'assedio tutte le zone circostanti e inseguito i dimostranti che hanno lanciato pietre, oggetti, fumogeni e bombe carta anche contro la squadra del Tg di Sky24 (Guarda il video).

Numerose le cariche e i lanci di lacrimogeni.
Alcune persone sono state raggiunte e bloccate all'interno di un deposito di bibite. «Perchè mi picchiate, non sto facendo niente?», ha detto una ragazza piangendo a un gruppo di agenti che l'ha circondata. Gli uomini delle forze dell'ordine sono avanzati alla ricerca degli ultimi manifestanti, mentre i blindati percorrevano la via Panoramica a forte velocità per inseguire chi scappava. Due persone, una donna ed un ragazzo, sono stati fermati e successivamente rilasciati. Altre tre hanno riferito di essere rimaste contuse negli scontri.

Momenti drammatici. L'attacco, con veri e propri corpo a corpo in alcuni casi, è arrivato al termine di una serata di altissima tensione. Un gruppo di giovani con il volto coperto da sciarpe ha lanciato grossi petardi, razzi, pietre e, secondo quanto riferito da alcuni testimoni, due molotov rudimentali nei confronti dei blindati della polizia a presidio della strada di accesso alla discarica. Gli agenti hanno risposto con un ripetuto lancio di lacrimogeni, che sono caduti in mezzo alla folla. Sono stati momenti drammatici, con gente che scappava alla ricerca di un riparo, provocando momenti di panico.

La protesta scatta dopo la decidione dei parlamentari. Nella fuga qualcuno ha rovesciato e bruciato un'auto, sembra appartenente alla polizia. A scatenare la nuova ondata di proteste era stata la decisione dei parlamentari del Pdl campano, insieme con il governatore Stefano Caldoro e i presidenti delle Province di Napoli, Avellino e Salerno, Cesaro, Sibilia e Cirielli, di dare il via libera alla seconda discarica nel Parco nazionale del Vesuvio, in località Cava Vitelli. Si tratterebbe del più grande sversatoio d'Europa. Un via libera che non è affatto andato giù ad amministratori locali (il sindaco di Boscoreale, Gennaro Langella, si è dimesso dal Pdl) e alle popolazioni, che denunciano i gravissimi disagi già provocati dalla prima discarica aperta, la Sari, che sarebbe causa dell'inquinamento delle falde acquifere e dalla quale provengono da mesi miasmi insopportabili. Alla fine della 'battaglia', a terra restano detriti di ogni genere, nell'aria la puzza insopportabile della discarica.

(Fonte: Il Mattino)

Considerazione personale: tra i vari commenti che si leggono sotto questo articolo, sul sito del mattino (fonte di provenienza ufficiale dello stesso), carichi d'insulti e sterili polemiche mi è balzato all'occhio quello di uno dei tanti commentatori, unico però nel suo genere, in quanto esprime un pensiero costruttivo, pone domande ed invita alla riflessione del lettore. Lo copio ed incollo per la vostra lettura:


"la situazione non può essere commentata mancano dati e informazioni. chiedo al mattino di informarci: che fine ha fatto la discarica di chiaiano che doveva ricevere i rifiuti di napoli? funziona l'inceneritore? se no perché? e se si perché i rifiuti invece di portarli a terzigno non vanno all'inceneritore? perché la discarica già esistente funziona male visto che crea tali problemi alle popolazioni?cosa fa la provincia cui sono passate le competenze. e così via. per favore fateci sapere."

è firmato Karl, purtroppo non conosco di più dell'utente in questione, ma posso rispondergli qui, dandogli tutto il mio appoggio in quanto ritengo che abbia ragione.

La cosa che personalmente mi preoccupa (oltre l'evidente mancanza di informazioni concrete) è che si stanno assistendo a diverse provocazioni operate nei confronti dei manifestanti, come se si sperasse in atti di violenza. L'ipotesi più accreditata resta quella del sindaco Gennaro Langella, che ha affermato in proposito: “Questa è una provocazione. Aspettano l’incidente per favorire l’intervento dell’esercito”.
Prego chiunque di far girare la notizia, stiamo vivendo una situazione drammatica. Paghiamo le tasse più alte d'Italia per lo smaltimento di rifiuti e viviamo questo genere di crisi..
Il popolo è in rivolta, protesta.
Perché protesta?
Perché con i dati alla mano si è reso conto che il suo futuro è compromesso, che l'attuale inceneritore è illegale e che per questo motivo è impensabile che se ne costruisca un secondo, e che, in fine, ma non certo ultimo, ci ritroviamo dinanzi ad una catastrofe ambientale senza precedenti (falde acquifere compromesse, raccolti quindi carichi dei metalli presenti nelle acque, fumi tossici ecc..) che dovrebbe riguardare tutti gli Italiani, o più in generale i cittadini del mondo, perché dovremmo batterci TUTTI per la salute delle terre ancora salvabili..

_Sarea...

domenica 3 ottobre 2010

Dramma rifiuti, torna l'ipotesi Chiaiano Stop della Iervolino: Napoli ha già dato

NAPOLI (2 ottobre) - «Napoli ha già dato fino in fondo». Lo afferma il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino in merito a un possibile ampliamento della discarica di Chiaiano. Il sindaco, a margine della conferenza di solidarietà al popolo Saharawi, è tornata a parlare dell'emergenza rifiuti e ha auspicato «il mantenimento delle promesse fatte da parte del Governo». «Le promesse - ha detto il sindaco - erano di fermarsi a Cupa del Cane e avviare una serie di lavori di reintegro del danno subito a Chiaiano. Il Governo - ha concluso Iervolino - invece di aprire un'altra discarica, faccia i lavori che non ha fatto».


Tutto era nato come da un gioco delle tre carte: quando si pensa di avere in mano quella vincente si scopre che è un bluff. La caccia all’alternativa alla discarica per i rifiuti di Terzigno ha fatto il giro della regione per tornare al punto di partenza.

Invece che un nuovo invaso da 3,5 milioni di tonnellate l’ultima tentazione offerta al «tavolo» permanente in Provincia ai sindaci del vesuviano è una discarica più piccola, da un milione di tonnellate e ristorare le popolazioni con soldi e la promessa di opere pubbliche. Sullo sfondo restano naturalmente tutte le ipotesi in campo

. E ieri è stata una giornata campale da questo punto di vista. È venuto fuori, per esempio, che Chiaiano non può essere allargata è tecnicamente impossibile mettere in una cava che ha una capienza determinata quello che supera la stessa.

L’allarme da quelle parti è comunque già scattato per due motivi. Il primo è che si starebbero valutando cave attigue a quella della discarica. Sarebbero state già «osservate» tuttavia i problemi che presentano sono notevolissimi. Si tratta di cave da bonificare e consolidare.

La bonifica sarebbe costosissima. I numeri per capire come stanno le cose. La discarica della cava del pentagono che andrà a esaurirsi in primavera è costata 14 milioni di euro. Più o meno 40 euro a tonnellata. La sua tombatura costerà altri 5 milioni. Non si arriva a 20. Le altre cave esaminate avrebbero dei costi di bonifica - nessuno sa cosa si nasconde dentro le striature nere che caratterizzano quelle osservate - che converrebbe spedirle all’estero. nella sostanza si arriverebbe a 150 euro a tonnellata nella migliore delle ipotesi. In secondo luogo se la legge prevede che la seconda discarica debba essere fatta a Terzigno non si capisce perché si dovrebbe puntare su Napoli che nella legge non è prevista.

Quanto all’Irpinia ci sono le legittime resistenze di Cosimo Sibilia, il presidente della Provincia, che unico a essere pronto per la gestione autonoma del ciclo dei rifiuti mai e poi mai accetterà rifiuti di altre province. Ecco allora che si ritorna a Terzigno con l’ultima - per ora - idea di costruire una discarica più piccola, rispetto a quella prevista. Un milione di tonnellate a fronte delle 3,5 previste. Il punto è come convincere i sindaci e soprattutto le popolazioni a non fare le barricate. Si lavora su istanze finanziarie ed economiche sul ristoro in termini di tasse e opere pubbliche. Basterà?

(Fonte: "Il Mattino")

Considerazione personale:
SOLDI? MI PARLATE DI SOLDI? !
Il parco nazionale del Vesuvio è patrimonio italiano!
Buttereste l'immondizia al Colosseo?!?
Così facciamo scappare i turisti.. se pensate solo ai soldi considerate anche questo. Ah ma per una discarica vanno nelle tasche di pochi scusate, non l'avevo considerato, mentre, finanziando il turismo i soldi andrebbero alla zona presa in considerazione.. e il sud si sa DEVE essere povero, conviene allo stato e alle mafie..

I rifiuti, mi ripeto NON VANNO INCENERITI, vanno riutilizzati.. potremmo raggiungere bassissime emissioni.. Ci sono città che riciclano il 95% dei rifiuti, ci guadagnano i salute ed economicamente! MA INFORMATEVI PER PIACERE! O_O
Ma solo io perdo le staffe?! SVEGLIA..!