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giovedì 21 ottobre 2010

Terzigno, una «guerra»: 20 poliziotti contusi Bruciati a Boscoreale cinque autocompattatori

NAPOLI (21 ottobre) - Lanci di sassi questo pomeriggio contro la polizia che stava scortando i mezzi che hanno appena sversato i rifiuti nella discarica di Terzigno. Gli agenti hanno reagito con alcune cariche. Durante il passaggio dei camion è esploso anche un grosso petardo. Le pietre hanno raggiunto i camion. Sul posto il 118 ha inviato diverse ambulanze per medicare in prima emergenza i feriti. E al momento è smentita la voce che un manifestante sarebbe rimasto gravemente ferito perché investito da un mezzo non ancora identificato.


I mezzi sono alla fine riusciti a passare. Contro carabinieri e polizia che stanno scortando i mezzi vuoti sono state lanciate anche bottiglie di vetro e aste di ferro. Le forze dell'ordine hanno reagito lanciando lacrimogeni. Gli scontri sono durati per diversi minuti fino a quando i blindati dei carabinieri che scortavano i camion sono andati via. I blindati dei carabinieri e poliziotti che si sono allontanati dalla rotonda di via Panoramica sono stati bersagliati da lanci di pietre ed oggetti lanciati da alcuni manifestanti.

20 agenti contusi e 16 mezzi danneggiati. Venti agenti contusi e 16 mezzi, complessivamente, danneggiati: è questo il bilancio degli scontri secondo la questura di Napoli. In particolare sono rimasti contusi 8 agenti del reparto mobile di Bari e 12 del reparto analogo di Napoli. Danneggiati inoltre otto mezzi della polizia. Nel bilancio giornaliero anche i cinque autocompattatori bruciati, e i tre danneggiati.
Distrutti a Boscoreale 5 autocompattatori. Cinque autocompattatori che avevano sversato rifiuti nella discarica Sari di Terzigno sono stati bruciati nella zona di via Passanti a Boscoreale. I mezzi, scortati dalla forze dell'ordine sono stati colpi da lanci di pietre e altri oggetti. Gli autisti sono scesi e sono scappati via. I mezzi sono stati accerchiati da centinaia di manifestanti che vengono ora caricati dalla Polizia.

Incendiata un'auto. Una Fiat Punto, senza persone a bordo, appartenente alle forze dell'ordine, è stata data alle fiamme da alcuni manifestanti. L'auto, che non reca i contrassegni delle forze dell'ordine, era stata in precedenza vandalizzata da un lancio di pietre.

Boscoreale, distrutte le vetrine. Momenti di forte tensione e paura a Boscoreale, dove un gruppo di persone armate di bastoni ha distrutto le vetrine di diversi negozi del centro storico. La notizia del raid, che si inserisce nel clima difficile scaturito dall'annuncio della seconda discarica in località cava Vitiello a Terzigno, ha gettato nel panico molti genitori che sono andati a scuola a prendere i loro figli prima della fine dell'orario scolastico

Bruciato il tricolore. Alcuni manifestanti hanno anche bruciato una bandiera italiana in piazza Pace contro la decisione di aprire una seconda discarica in Cava Vitiello a Terzigno. Al pennone del Comune, invece, il tricolore è stato abbassato a mezz'asta ed è stato esposto un drappo viola tra gli applausi della folla presente.

Il sindaco: ci opporremo. «Non accetteremo mai l'apertura della seconda discarica. Ci opporremo in tutti i modi democratici perchè questo non avvenga». Lo ha detto, rivolgendosi alla folla presente in piazza Pace a Boscoreale, il sindaco Gennaro Langella. «Berlusconi aveva promesso che sarebbe venuto da noi. Non ha mantenuto le promesse», ha aggiunto Langella. Il sindaco ieri, dopo la notizia della conferma della discarica a cava Vitiello, ha annunciato di voler lasciare il Pdl.

La tensione è altissima dopo una notte di scontri, paura e lacrime a Terzigno. Uno spiegamento massiccio di forze dell'ordine, probabilmente con pochi precedenti, con una azione condotta in tempi rapidi ha sgomberato tutta l'area della rotonda di via Panoramica, la strada di accesso alla discarica Sari.

Manganelli esprime rammarico. E sugli scontri della notte è intervenuto il capo della polizia Manganelli: «C'è rammarico per il fatto che temi che altri soggetti sono chiamati a risolvere trovino in un ruolo di supplenza le forze di polizia». «Noi - ha aggiunto - non siamo certo nemici di chi manifesta, facciamo il nostro lavoro».

Il blitz. La zona era stata presidiata da diverse ore da alcune migliaia di manifestanti, tra cui donne e bambini, portati via al primo accenno di tensioni. Il blitz è stato condotto con una quarantina di mezzi blindati ed oltre 200 uomini tra agenti di polizia, carabinieri e guardia di finanza che a piedi, in assetto antisommossa, impugnando manganelli e scudi, hanno stretto d'assedio tutte le zone circostanti e inseguito i dimostranti che hanno lanciato pietre, oggetti, fumogeni e bombe carta anche contro la squadra del Tg di Sky24 (Guarda il video).

Numerose le cariche e i lanci di lacrimogeni.
Alcune persone sono state raggiunte e bloccate all'interno di un deposito di bibite. «Perchè mi picchiate, non sto facendo niente?», ha detto una ragazza piangendo a un gruppo di agenti che l'ha circondata. Gli uomini delle forze dell'ordine sono avanzati alla ricerca degli ultimi manifestanti, mentre i blindati percorrevano la via Panoramica a forte velocità per inseguire chi scappava. Due persone, una donna ed un ragazzo, sono stati fermati e successivamente rilasciati. Altre tre hanno riferito di essere rimaste contuse negli scontri.

Momenti drammatici. L'attacco, con veri e propri corpo a corpo in alcuni casi, è arrivato al termine di una serata di altissima tensione. Un gruppo di giovani con il volto coperto da sciarpe ha lanciato grossi petardi, razzi, pietre e, secondo quanto riferito da alcuni testimoni, due molotov rudimentali nei confronti dei blindati della polizia a presidio della strada di accesso alla discarica. Gli agenti hanno risposto con un ripetuto lancio di lacrimogeni, che sono caduti in mezzo alla folla. Sono stati momenti drammatici, con gente che scappava alla ricerca di un riparo, provocando momenti di panico.

La protesta scatta dopo la decidione dei parlamentari. Nella fuga qualcuno ha rovesciato e bruciato un'auto, sembra appartenente alla polizia. A scatenare la nuova ondata di proteste era stata la decisione dei parlamentari del Pdl campano, insieme con il governatore Stefano Caldoro e i presidenti delle Province di Napoli, Avellino e Salerno, Cesaro, Sibilia e Cirielli, di dare il via libera alla seconda discarica nel Parco nazionale del Vesuvio, in località Cava Vitelli. Si tratterebbe del più grande sversatoio d'Europa. Un via libera che non è affatto andato giù ad amministratori locali (il sindaco di Boscoreale, Gennaro Langella, si è dimesso dal Pdl) e alle popolazioni, che denunciano i gravissimi disagi già provocati dalla prima discarica aperta, la Sari, che sarebbe causa dell'inquinamento delle falde acquifere e dalla quale provengono da mesi miasmi insopportabili. Alla fine della 'battaglia', a terra restano detriti di ogni genere, nell'aria la puzza insopportabile della discarica.

(Fonte: Il Mattino)

Considerazione personale: tra i vari commenti che si leggono sotto questo articolo, sul sito del mattino (fonte di provenienza ufficiale dello stesso), carichi d'insulti e sterili polemiche mi è balzato all'occhio quello di uno dei tanti commentatori, unico però nel suo genere, in quanto esprime un pensiero costruttivo, pone domande ed invita alla riflessione del lettore. Lo copio ed incollo per la vostra lettura:


"la situazione non può essere commentata mancano dati e informazioni. chiedo al mattino di informarci: che fine ha fatto la discarica di chiaiano che doveva ricevere i rifiuti di napoli? funziona l'inceneritore? se no perché? e se si perché i rifiuti invece di portarli a terzigno non vanno all'inceneritore? perché la discarica già esistente funziona male visto che crea tali problemi alle popolazioni?cosa fa la provincia cui sono passate le competenze. e così via. per favore fateci sapere."

è firmato Karl, purtroppo non conosco di più dell'utente in questione, ma posso rispondergli qui, dandogli tutto il mio appoggio in quanto ritengo che abbia ragione.

La cosa che personalmente mi preoccupa (oltre l'evidente mancanza di informazioni concrete) è che si stanno assistendo a diverse provocazioni operate nei confronti dei manifestanti, come se si sperasse in atti di violenza. L'ipotesi più accreditata resta quella del sindaco Gennaro Langella, che ha affermato in proposito: “Questa è una provocazione. Aspettano l’incidente per favorire l’intervento dell’esercito”.
Prego chiunque di far girare la notizia, stiamo vivendo una situazione drammatica. Paghiamo le tasse più alte d'Italia per lo smaltimento di rifiuti e viviamo questo genere di crisi..
Il popolo è in rivolta, protesta.
Perché protesta?
Perché con i dati alla mano si è reso conto che il suo futuro è compromesso, che l'attuale inceneritore è illegale e che per questo motivo è impensabile che se ne costruisca un secondo, e che, in fine, ma non certo ultimo, ci ritroviamo dinanzi ad una catastrofe ambientale senza precedenti (falde acquifere compromesse, raccolti quindi carichi dei metalli presenti nelle acque, fumi tossici ecc..) che dovrebbe riguardare tutti gli Italiani, o più in generale i cittadini del mondo, perché dovremmo batterci TUTTI per la salute delle terre ancora salvabili..

_Sarea...

domenica 3 ottobre 2010

Dramma rifiuti, torna l'ipotesi Chiaiano Stop della Iervolino: Napoli ha già dato

NAPOLI (2 ottobre) - «Napoli ha già dato fino in fondo». Lo afferma il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino in merito a un possibile ampliamento della discarica di Chiaiano. Il sindaco, a margine della conferenza di solidarietà al popolo Saharawi, è tornata a parlare dell'emergenza rifiuti e ha auspicato «il mantenimento delle promesse fatte da parte del Governo». «Le promesse - ha detto il sindaco - erano di fermarsi a Cupa del Cane e avviare una serie di lavori di reintegro del danno subito a Chiaiano. Il Governo - ha concluso Iervolino - invece di aprire un'altra discarica, faccia i lavori che non ha fatto».


Tutto era nato come da un gioco delle tre carte: quando si pensa di avere in mano quella vincente si scopre che è un bluff. La caccia all’alternativa alla discarica per i rifiuti di Terzigno ha fatto il giro della regione per tornare al punto di partenza.

Invece che un nuovo invaso da 3,5 milioni di tonnellate l’ultima tentazione offerta al «tavolo» permanente in Provincia ai sindaci del vesuviano è una discarica più piccola, da un milione di tonnellate e ristorare le popolazioni con soldi e la promessa di opere pubbliche. Sullo sfondo restano naturalmente tutte le ipotesi in campo

. E ieri è stata una giornata campale da questo punto di vista. È venuto fuori, per esempio, che Chiaiano non può essere allargata è tecnicamente impossibile mettere in una cava che ha una capienza determinata quello che supera la stessa.

L’allarme da quelle parti è comunque già scattato per due motivi. Il primo è che si starebbero valutando cave attigue a quella della discarica. Sarebbero state già «osservate» tuttavia i problemi che presentano sono notevolissimi. Si tratta di cave da bonificare e consolidare.

La bonifica sarebbe costosissima. I numeri per capire come stanno le cose. La discarica della cava del pentagono che andrà a esaurirsi in primavera è costata 14 milioni di euro. Più o meno 40 euro a tonnellata. La sua tombatura costerà altri 5 milioni. Non si arriva a 20. Le altre cave esaminate avrebbero dei costi di bonifica - nessuno sa cosa si nasconde dentro le striature nere che caratterizzano quelle osservate - che converrebbe spedirle all’estero. nella sostanza si arriverebbe a 150 euro a tonnellata nella migliore delle ipotesi. In secondo luogo se la legge prevede che la seconda discarica debba essere fatta a Terzigno non si capisce perché si dovrebbe puntare su Napoli che nella legge non è prevista.

Quanto all’Irpinia ci sono le legittime resistenze di Cosimo Sibilia, il presidente della Provincia, che unico a essere pronto per la gestione autonoma del ciclo dei rifiuti mai e poi mai accetterà rifiuti di altre province. Ecco allora che si ritorna a Terzigno con l’ultima - per ora - idea di costruire una discarica più piccola, rispetto a quella prevista. Un milione di tonnellate a fronte delle 3,5 previste. Il punto è come convincere i sindaci e soprattutto le popolazioni a non fare le barricate. Si lavora su istanze finanziarie ed economiche sul ristoro in termini di tasse e opere pubbliche. Basterà?

(Fonte: "Il Mattino")

Considerazione personale:
SOLDI? MI PARLATE DI SOLDI? !
Il parco nazionale del Vesuvio è patrimonio italiano!
Buttereste l'immondizia al Colosseo?!?
Così facciamo scappare i turisti.. se pensate solo ai soldi considerate anche questo. Ah ma per una discarica vanno nelle tasche di pochi scusate, non l'avevo considerato, mentre, finanziando il turismo i soldi andrebbero alla zona presa in considerazione.. e il sud si sa DEVE essere povero, conviene allo stato e alle mafie..

I rifiuti, mi ripeto NON VANNO INCENERITI, vanno riutilizzati.. potremmo raggiungere bassissime emissioni.. Ci sono città che riciclano il 95% dei rifiuti, ci guadagnano i salute ed economicamente! MA INFORMATEVI PER PIACERE! O_O
Ma solo io perdo le staffe?! SVEGLIA..!

giovedì 30 settembre 2010

Caos rifiuti, lite tra il premier e Iervolino E Berlusconi: pronto a venire a Napoli

NAPOLI (30 settembre) - «Di’ che è la Iervolino che non fa la raccolta differenziata». Lo ha scritto il premier Berlusconi in un «pizzino» indirizzato a Fabrizio Cicchitto nell’aula della Camera, mentre il capogruppo del Pdl stava per tenere la sua dichiarazione di voto.


Intanto, dopo la riunione di martedì dei sindaci dell’area vesuviana con il presidente della Provincia Cesaro, è partita la caccia al sito alternativo a quello di Terzigno. Confermata l’ipotesi dell’Irpinia, in lizza anche l’ampliamento di Serre o Chiaiano. Intanto ieri Bertolaso, in un’intervista a «Mattino 5», ha detto di trovare «strano che l'emergenza rifiuti sia tornata in un periodo critico dal punto di vista politico». Ancora tensione si è registrata l’altra notte a Terzigno, con 5 feriti di cui 4 sono agenti. Ieri sera la fiaccolata anti-discarica. E le mamme vulcaniche scrivono a Napolitano: aiutaci.

«Vengo con Bertolaso». «Sono pronto ad andare di persona a Napoli con il capo della Protezione civile Bertolaso per verificare la situazione dell'emergenza rifiuti nella regione». È quanto avrebbe detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso di un incontro con alcuni parlamentari del Pdl a Palazzo Grazioli, giunti lì per fargli gli auguri di buon compleanno. Il premier, sempre secondo quanto riferito da chi ha avuto modo di incontrarlo, avrebbe rinnovato l'intenzione di verificare di persona la situazione nella regione, poco dopo un incontro con una ventina di sindaci del territorio, anche loro presenti a Palazzo Grazioli.

(Fonte: "Il Mattino")

Considerazione personale: si, casualità.. anche lei contro Berlusconi. Forse è comunista U_U
Dannati comunisti, si infilano ovunque..
Poi il fatto che queste "crisi" si ripetano con una certa ciclicità (inquietante come coincidenza) lascia pensare i (comunisti?) malpensanti che sotto ci siano delle tangenti regolari che in immondizia lo stato paga alla camorra..
Che brutte coincidenze..

mercoledì 29 settembre 2010

La guerra di Terzigno, contro i cittadini

C'è una guerra civile in corso
con tanto di bombe, proiettili e lacrimogeni. A 20km da Napoli.

Esco di casa verso le 23:00, mi reco alla Rotonda di Boscoreale: i manifestanti sono tanti, come al solito. Mi dicono che i Carabinieri hanno effettuato le prime cariche di alleggerimento. Qualcuno getta pietre all'indirizzo dei militari. Vengono fatte esplodere alcune bombe carta: una pioggia di lacrimogeni comincia a pioverci addosso e veniamo brutalmente caricati. Qualcuno rimane ferito. A qualcuno sparano addirittura. I militari ci rincorrono fin quasi al Piscinale. Mi apparto, cerco di riprendermi dagli effetti del gas: gli occhi mi bruciano terribilmente, non riesco a tenerli aperti. Faccio fatica a respirare: non è il massimo per me che sono guarito da poco dalla polmonite.

Non voglio che la mia protesta termini in questo modo: mi reco al fronte di Terzigno, fuori la pizzeria il Rifugio. Prevedo casini in una zona dove i camion devono per forza incontrare i contestatori.

E' mezzanotte e mezza. Tra la folla scorgo bambini e signore anziane. Una decina di poliziotti senza scudo osserva i movimenti della gente. L'arrivo dei camion è previsto per le due di notte. Mi allontano per andare a mangiare qualcosa. Mi dirigo verso San Giuseppe Vesuviano. Torno a Terzigno verso l'una e trenta passando per corso Leonardo Da Vinci: la protesta si è spostata dal Rifugio all'arteria principale del paese. I cittadini sono convinti che i camion passeranno di lì: ci credo poco.

Tento di capire quale tattica abbia in mente la polizia: mi pare strano che con via Zabatta sgombra i camion debbano passare per Corso Leonardo Da Vinci. Torno al Rifugio e mi accorgo che la polizia ha aperto al traffico la via che conduce alla discarica.Deduco che la situazione alla Rotonda di Boscoreale è sotto il controllo delle forze dell'ordine.

Ritorno in Corso Leonardo Da Vinci, mi preparo allo scontro con i gendarmi. Dopo qualche minuto vedo sbucare dalla strada che conduce alla superstrada dei paesi vesuviani (la "superstrada della morte") un corteo di volanti della polizia e camionette dei Carabinieri: sono la scorta dei camion della spazzatura!

foto da Vesuvioinlotta

I militari dell'Arma, in tenuta antisommossa, scendono dai loro mezzi di trasporto, si schierano su due file e corrono verso di noi per caricarci: non vogliono perdere tempo, hanno ordine di sfollarci al più presto. Tra i manifestanti noto due tizi con gli zaini pieni di esplosivi: iniziano ad accendere le micce e a lanciare bombe verso i Carabinieri che non esitano a rispondere con un cospicuo lancio di lacrimogeni. Tento di oppormi alla carica ma vengo sopraffatto dal gas. Mi do alla fuga: le forze dell'ordine mi rincorrono per duecento metri. Mi fermo proprio di fianco a uno dei tizi che ha lanciato i petardi: gli chiedo di dov'è, mi risponde "di Boscoreale".

Prendo fiato: il bruciore alla gola e agli occhi è fortissimo. Chiamo mio fratello e mio cugino, mi faccio venire a prendere con l'auto. Ci dirigiamo nuovamente in direzione del Rifugio per assistere al passaggio dei camion. Ci sediamo su un muretto a pochi metri di distanza da una ventina di poliziotti armati di manganello e scudi. Passano i camion ed effettuo delle riprese. I poliziotti ci puntano un faro addosso: mio fratello caccia dalla tasca un paio di occhiali da sole, li indossa e li manda a quel paese.

Decidiamo di tornare in corso Leonardo Da Vinci: la strada è bloccata! Sul posto è presente anche l'esercito. Mi accorgo che un camion è stato dato alle fiamme. Tento di forzare il blocco della polizia dicendo che sono un giornalista ma i poliziotti quasi mi picchiano, mi spingono e mi costringono ad andare via. Mi insultano pure dicendo che non sono nessuno e che me ne devo andare a fanculo. Vado via ma non demordo: percorro un dedalo di vicoli e sbuco dal lato opposto del blocco, passando per Corso Alessandro Volta: i Vigili del Fuoco sono impegnati a spegnere un autocompattatore in fiamme. Qualcuno mi dice che dei tizi incappucciati sono sbucati fuori da via dei Camaldolesi (una via laterale di Corso Alessandro Volta) lanciando delle molotov. Dietro il mezzo incendiato si crea fila impressionante di camion dell'immondizia. Il manto stradale è ricoperto di olio. I Carabinieri mi rivolgono qualche minaccia. Faccio qualche passo indietro. I Vigili finalmente liberano la strada. Anche questa notte la munnezza è giunta a destinazione.

(di Francesco Servino, le cronache della discarica)

(Fonte: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/campania/2010/09/la-guerra-di-terzigno-contro-i-cittadini.html)